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L’unico organo sopravvissuto di Antonio Pace, 1631, nella Cappella del Nome di Dio a Pesaro. Restauro della Fratelli Ruffatti, 1996
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I Fratelli Ruffatti sono fra i più quotati restauratori di organi antichi in Italia, con più di quarant’anni di esperienza e oltre un centinaio di organi restaurati. Il restauro è attività ad alta specializzazione, che richiede abilità e conoscenze specifiche. Le parti antiche, non importa quanto danneggiate dai tarli, dall’usura, corrosione o vandalismo, devono essere perfettamente restaurate e rese funzionanti, conservandone al massimo l’originalità.
Il processo di restauro rappresenta anche una opportunità unica e irripetibile per ottenere informazioni importanti sulla prassi costruttiva degli autori antichi. A restauro ultimato infatti non è più possibile analizzare in dettaglio molti elementi interni. Per questa ragione, la documentazione non solo del processo di restauro ma anche delle caratteristiche costruttive delle singole parti diventa una priorità. |
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Presso la Fratelli Ruffatti una particolare attenzione è dedicata alla produzione di documentazione completa e dettagliata per tutti gli strumenti sottoposti a restauro. Essa include l’analisi delle leghe metalliche utilizzate per le canne, un inventario completo delle canne con descrizione e rilievo di misure e, in alcuni casi, l’analisi computerizzata dei suoni prodotti. La ricerca è condotta con le tecnologie e le attrezzature più avanzate. |
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| Quando si smonta un somiere per il restauro, grande attenzione viene posta nel documentare ogni possibile dettaglio in modo da poter riprodurre le tecniche di lavorazione originali più fedelmente possibile al rimontaggio. Un esempio è la collocazione in ordine dei chiodi di fissaggio delle coperte del somiere. I chiodi forgiati a mano sono tutti diversi l’uno dall’altro. E’ importante che ciascuno sia riposto in ordine in modo che possa essere poi nuovamente inserito nella sede originaria. |
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Il trattamento del legno costituisce una parte importante di qualsiasi restauro storico. I tarli di differenti specie possono disintegrare totalmente o danneggiare seriamente il legno. Quando ciò si verifica, non rimpiazziamo gli elementi lignei antichi con nuovi, in quanto questo significherebbe la perdita di importanti elementi originali. Consolidiamo in questi casi le parti originali, anche quando sono ridotte alla consistenza di una spugna. Il particolare a lato appartiene al somiere maestro dell’organo della Co-Cattedrale di Valletta, Malta, costruito nel 1579. Il danno è particolarmente esteso. Dopo che il legno è stato consolidato, sigilliamo tutte le canalizzazioni d’aria con colla animale a caldo. Senza alcuna perdita ulteriore di materiale, le parti antiche vengono rese funzionali a beneficio delle future generazioni. |
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| Ancor prima che qualsiasi tentativo sia esperito per consolidare e restaurare il legno, è essenziale eseguire una disinfestazione efficace. Situazioni di particolare gravità richiedono un trattamento altamente sofisticato. Nel 2004 la Fratelli Ruffatti ha introdotto per la prima volta nel restauro degli organi antichi una tecnica sino ad allora applicata in scala minore su libri o sculture lignee. Tutte le parti in legno dello strumento sono collocate all’interno di un involucro di materiale plastico speciale sigillato con termosaldatura. Viene estratta tutta l’aria, e sostituita con azoto. Il contenuto residuo di ossigeno, a un livello inferiore all’uno per cento, viene monitorato da un computer. Il legno viene mantenuto in questo ambiente per un mese a temperatura costante. Dopo tutto questo, il legno è trattato con un liquido innovativo non tossico per l’uomo, ma che rende il materiale velenoso per i parassiti. Questo materiale è assolutamente neutro e non provoca alterazioni o colorazione alle fibre. |
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| Una tastiera prima e dopo il restauro. Tutte le parti originali possibili sono preservate e restaurate. Le parti mancanti sono ricostruite con materiale omogeneo, incluso il materiale di copertura dei tasti. |
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Se la tastiera originale è mancante, spesso viene costruita una tastiera nuova in copia, ricavando le informazioni da strumenti dello stesso autore. Anche il dettaglio più minuto viene riprodotto fedelmente. Questa tastiera è stata ricostruita per l’organo della chiesa parrocchiale di Lion (Padova). Si tratta di uno dei pochissimi organi sopravissuti di Girolamo Zavarise, costruito fra il 1790 e il 1791. La tastiera è una copia esatta di un organo Zavarise del 1785. Le coperture dei tasti diatonici sono in legno di bosso, mentre i diesis sono di noce con ricopertura di ebano filettato in osso di bue. |
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| I materiali deperibili vengono quasi sempre sostituiti durante il processo di restauro. Presso la Fratelli Ruffatti questo viene fatto utilizzando materiali dello stesso tipo e riproducendo le stesse tecniche di lavorazione, fino nei dettagli più minuti. In questo modo, le tecniche utilizzate dall’autore vengono trasmesse alle future generazioni. Nella foto, pelle di agnello conciata alla maniera antica viene cucita a mano per ricostruire un borsino della segreta. |
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Non è inconsueto, in un restauro, trovare canne danneggiate da azione di vandali: pestate, rotte, attorcigliate. Presso la Fratelli Ruffatti nulla è irrestaurabile. Con la massima cura provvediamo a ridare la forma originale anche alle canne più manomesse, risaldandole dove sono spezzate, allo stesso tempo rispettando al massimo i loro parametri originali. Le canne nelle foto appartengono all’organo della Cattedrale di Cervia, costruito da Giuseppe Cipriani nel 1840. I risuonatori sono stati allungati con metallo omogeneo per restaurare anche corista e temperamento originali.
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| Un buon esempio delle condizioni estreme e della grande cura nel restauro è offerto dalle canne di facciata dell’organo della Co-Cattedrale di Valletta, Malta, costruito nel 1579 e attribuito a Raffaele La Valle di Palermo. La corrosione dello stagno era molto avanzata e il restauro sembrava un’impresa impossibile. |
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| Dopo il restauro, le canne sono state analizzate in camera oscura, introducendo all’interno dei loro risuonatori luce ad alta intensità al fine di individuare i microfori residui. Nella foto a sinistra si nota la luce che filtra attraverso i microfori. Dopo che anche queste piccole aperture sono richiuse, la canna può nuovamente suonare. A destra, la facciata restaurata dell’organo di Malta in tutto il suo splendore. Nemmeno una canna è stata accantonata durante il processo di restauro. |
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Molto spesso le canne antiche hanno subito alterazioni strutturali a seguito di reintonazioni improprie. Alcune di queste alterazioni sono gravi, specialmente quando parte del materiale originale è andato perduto. Un caso tipico è l’asportazione di materiale dal labbro superiore. Durante il restauro la quota originale deve essere riportata all’origine, per poter ripristinare il carattere timbrico della canna. La pratica normale per le canne più piccole è quella di separare il corpo dal piede e asportare materiale dalla base del corpo in modo da abbassare il livello della bocca. Per le canne più grandi, si suole tagliare altro materiale dal labbro superiore per creare uno spazio utile ad inserire un tassello di metallo nuovo. Nulla di tutto questo è fatto dalla Fratelli Ruffatti |
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Utilizziamo un metodo mediante il quale il restauro viene compiuto nel modo più indolore possibile, senza alcuna perdita ulteriore di materiale antico. Una tecnica veramente innovativa ci permette di applicare nuovo metallo al bordo del labbro superiore senza necessità di nuovi tagli. In questo modo si preserva la lunghezza originale dei risuonatori. Questa è la tecnica più rispettosa, e un importante contributo alla conservazione del materiale antico. Può essere applicata a canne di tutte le dimensioni, come quelle nella foto a destra, che hanno risuonatori di meno di tre centimetri di lunghezza. La larghezza del metallo applicato in questo caso è di circa 0,8 mm.
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| Nella foto in alto a sinistra: l’organo di Caprile (Belluno), originariamente costruito nel 1660, ritratto prima del restauro. Lo strumento era stato profondamente trasformato durante il diciannovesimo secolo al punto da renderne irriconoscibile la configurazione originale. Il ripristino della disposizione originale delle canne di facciata (foto a destra) è stato reso possibile da una accurata ricerca sulle parti originali superstiti. |
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L’organo di S. Maria Maggiore a Miglionico (Matera), fu costruito all’inizio del diciassettesimo secolo e restaurato nel 1994. A causa del crollo del tetto della chiesa era stato esposto a pioggia e neve per un lungo periodo prima di essere salvato. |
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| L’organo di S. Maria in Vallicella (Roma) fu costruito da Giovanni Guglielmi nel 1612 e fu restaurato da Ruffatti nel 2000. La bellissima facciata di sedici piedi comprende alcune canne a tortiglione. |
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Originariamente, l’organo di Nicola Abbate nel 1780 per la chiesa della SS: Annunziata di Venafro (Isernia) aveva due uccelliere di forma inusuale. Uno degli originali era andato perduto ed è stato ricostruito dalla Fratelli Ruffatti durante il restauro. Questi due gruppi di canne parlano dentro a un recipiente riempito d’acqua, riproducendo in modo realistico l’effetto di uccellini che cantano. |
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| L’organo della chiesa della Vallicella a Roma è di Giovanni Guglielmi, costruito nel 1612. Era stato trasformato negli anni. La Fratelli Ruffatti lo ha riportato alla configurazione d’origine, ricostruendo anche la tastiera con i “tasti spezzati” o doppi tasti cromatici, utilizzati per le esecuzioni musicali con accordatura mesotonica. |
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Negli organi costruiti da Gaetano Callido, il famoso costruttore veneziano del diciottesimo secolo, si trovano registri inusuali ad ancia. I Tromboncini (seconda fila) e i Violoncelli (davanti) sono registri di otto piedi, ma con risuonatori molto corti, di forme strane e di suono molto caratteristico. I Violoncelli in particolare, sono costruiti con risuonatori in cipresso e canaletti in bosso scolpito, una vera opera d’arte. Le canne sono collocate davanti alla facciata in modo da essere facilmente accessibili per l’accordatura. La foto è dell’organo Callido di Corinaldo (Ancona), Monastero dell’Addolorata, la cui Madre Superiora al tempo dell’installazione dell’organo era la figlia del Callido. |
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| Tamburi negli organi a canne? Erano molto comuni in Italia durante il diciannovesimo secolo, un elemento essenziale per l’esecuzione del repertorio operistico composto per accompagnare le celebrazioni. La foto è dall’organo di Quirico Gennari, 1842, restaurato dalla Fratelli Ruffatti nel 2007 per la chiesa di San Benedetto a Faiano (Salerno). |
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Tipici mantici a libro azionati da leve in legno. Sono dell’organo di Miglionico (Matera), costruito durante il diciassettesimo secolo da autore ignoto. In tutti i lavori di restauro la Fratelli Ruffatti riattiva i sistemi originali di pompaggio manuale dell’aria, oltre a fornire l'elettroventilatore. |
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Organo di Gaetano Callido, 1767 nella chiesa di S. Agostino a Corinaldo (Ancona), restaurato dai Fratelli Ruffatti
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Senigallia (Ancona) Chiesa della S. Croce. Opera 104 di Gaetano Callido, 1775. Restaurato dai Fratelli Ruffatti nel 1993.
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Lista parziale di libri e video su restauri della Fratelli Ruffatti:
• L'ORGANO DI ANTONIO PACE, PESARO, 1631
VARI AUTORI FRA CUI FRANCESCO E PIERO RUFFATTI. (TURRIS, ED.)
• L'ORGANO DI EUGENIO BIROLDI, BESANA, 1808-1810
B. ARRIGONI, M. MANZIN, F. RUFFATTI
• L'ORGANO DELLA CATTEDRALE DI FELTRE. 1767-8
O. MISCHIATI (PATRON, ED.)
• L'ORGANO DELLA CHIESA DI S. AGOSTINO IN CORINALDO, 1767
M. FERRANTE
• L'ORGANO DELLA CHIESA ARCIPRETALE DI SANTA GIUSTINA BELLUNESE, 1766/1887
A. ALPAGOTTI
• L'ORGANO DELLA BASILICA DI S. MARIA MAGGIORE A BERGAMO, 1915/1948
G. MORASCHINI
• L'ANTICO ORGANO ADRIANO FEDRI, 1778 CHIESA DI S. CHIARA, RIETI
G. BATTISTELLA, L. GENTILE, M. DI NISIO, A. MAMMARELLA, P. RUFFATTI, F. RUFFATTI
• IL RESTAURO DELL'ORGANO GIROLAMO ZAVARISE, 1802
T. BATTISTI, A. CARLINI, P. DELAMA, D. ECCLI, G.F. FRISINGHELLI, F. RUFFATTI, G. TAIT
• UN GIOIELLO RINATO – UNA VIDEO CRONACA DEL RESTAURO DELL'ORGANO NELLA CONCATTEDRALE DI ST. JOHN, VALLETTA, MALTA, 1579
THE VALLETTA REHABILITATION PROJECT IN COLLABORAZIONE CON FRATELLI RUFFATTI |
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| Organi Restaurati |
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Lista parziale di organi restaurati dalla Fratelli Ruffatti
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Località, nome della chiesa
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Epoca del restauro
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Autore, anno
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Agugliano (Ancona) SS. Sacramento
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1995
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Giovanni Franzetti, 1870
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Ancona S. Francesco
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1993
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Gaetano Callido 1796 / Pacifico Inzoli 1883-1884
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Arpino (Frosinone) S. Michele
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1978
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Cesare Catarinozzi, 1721
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Arsiero (Vicenza) S. Michele Arcangelo
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1997
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Giovan Battista De Lorenzi, 1847
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Aune (Belluno) SS. Pietro e Lorenzo
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1999
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Gaetano Callido, 1765
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Barbara (Ancona) S. Maria Assunta
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2002
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Sebastiano Vici, 1792
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Belvedere Ostrense (Ancona) S. Pietro
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1996
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Attr. Vincenzo Montecucchi, c.ca 1793
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Bergamo S. Maria Maggiore
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1992
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Carlo Vegezzi Bossi 1915 / Fratelli Ruffatti1948
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Besana (Milano) SS. Pietro Marcellino Erasmo
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1997
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Eugenio Biroldi, 1809
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Bologna S. Egidio
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1976
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Francesco Gatti, 1759
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Bologna S. Maria della Vita
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1996
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Paolo o Giuliano Cipri1578 / Francesco e DomenicoTraeri 1698 / Giuseppe Guermandi 1867
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Ca’ de’ Fabbri (Bologna) SS Filippo e Giacomo
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2001
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Gentili da Medicina XVIII cent / Cesare, Quintino, Fernando Rasori, 1855-56
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Camerino (Ancona) S. Germano
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1984
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Anon. XVIII cent.
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Canal San Bovo (Trento) S. Bartolomeo
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1993
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Anon XVIII cent. / Anon XIX cent.
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Cantalice (Rieti) San Felice
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1978
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Adriano Fedeli 1746
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Caprile (Belluno) S. Bartolomeo
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2003
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Anon. from Venice, 1660
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Casalguidi (Pistoia) S. Pietro
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1988
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Filippo, Luigi e Benedetto Tronci 1778 / Agati Tronci di Filippo Tronci 1898
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Casumaro (Ferrara) S. Lorenzo
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1992
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Filippo e Andrea Fedeli, 1781
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Cerchiara Calabra (Cosenza) S. Maria delle Armi
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1990
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Angelo Ligori, c.ca 1710
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Cervia (Ravenna) Cattedrale
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2009
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Giuseppe Cipriani, 1840
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Chieti S. Chiara
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1997
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Adriano Fedri (Fedeli) 1778
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Comacchio (Ferrara) Cattedrale
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1984
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Giovanni DomenicoTraeri 1728 / Luigi Montesanti 1825 / Pietro Grigolli 1893
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Contarina (Rovigo) S. Bartolomeo
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1998
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Gaetano Callido, 1787
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Contigliano (Rieti) S. Michele Arcangelo
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1977
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Adriano Fedeli, 1748
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Corato (Bari) Maria SS. Del Carmine
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1978
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Pietro de Simone, 1760
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Corigliano Calabro (Cosenza) S-. Maria Maggiore
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1983
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Pasquale Iorio, 1757
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Corigliano Calabro (Cosenza) S. Antonio
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1982
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Anon. XVII-XVIII cent.
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Corinaldo (Ancona) Addolorata
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2005
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Gaetano Callido, 1766
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Corinaldo (Ancona) S. Agostino
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1987
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Gaetano Callido, 1766
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Cosenza S. Domenico
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1984
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Anon. 1792
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Crotone (Cosenza) S. Chiara
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1985
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Tommaso de Martino 1753
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Curinga (Catanzaro) Santuario Maria SS del Carmelo
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1991
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Giuseppe e Rosario Tamburelli, 1845
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Erbezzo (Verona) SS Filippo e Giacomo
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2004
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Gaetano Amigazzi, 1735
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Faiano (Salerno) S. Benedetto
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2007
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XVIII cent. / Quirico Gennari 1842
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Feltre (Belluno) Cattedrale
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1980
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Gaetano Callido, 1767-1768
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Fossombrone (Pesaro) Cattedrale
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1996
|
Gaetano Callido, 1785
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Fossombrone (Pesaro) S. Filippo Neri
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2000
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Giuseppe Sarti, XIX cent.
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Granarola (Pesaro) S. Cassiano
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2001
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Gaetano Callido, XVIII cent.
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Impruneta (Firenze) Basilica di S. Maria
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1995
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Bernardo d’Argenta 1537 / Michelangelo Paoli 1815
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Imola (Bologna) S. Prospero
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2005
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XVII cent / rest. Gioacchino Pilotti, 1788
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Isera (Trento) S. Vincenzo
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1997
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Girolamo Zavarise, 1802
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Larino (Campobasso) S. Francesco
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1984
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End of XVII cent. or beginning of XVIII
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Leno (Brescia) S. Pietro e Paolo
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1998
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Giovanni Tonoli, 1883
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Lion (Padova) S. Andrea Ap.
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2005
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Girolamo Zavarise, 1790-1791
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Massa Fiscaglia (Ferrara) SS Pietro e Giacomo
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2008
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Giuseppe Cipriani, 1838
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Medicina (Bologna) S. Mamante
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1991
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Antonio Colonna 1622 / Vincenzo Mazzetti1836
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Meschio (Treviso) S. Maria Annunziata
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1993
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Giovan Battista De Lorenzi, 1868
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Mestre (Venezia) Cattedrale
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1983
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Gaetano Callido, 1801
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Miglionico (Matera) S. Maria Maggiore
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1994
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Anon. XVII cent.
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Miglionico (Matera) BV delle Grazie
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2007
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Anon., XVII-XVIII cent.
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Minerbio (Bologna) S. Giovanni Battista
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1985
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Francesco Sgargi 1746 / Vincenzo Mazzetti 1819
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Minerbio (Bologna) Natività di Maria
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2006
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Francesco Sgargi, 1751
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Mondolfo (Pesaro) S. Giustina
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2004
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Gaetano Callido, 1776
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Montacuto (Ancona) SS Filippo e Giacomo
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1990
|
Anon. XVIII cent.
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Montalto Marche (Ascoli P.) S. Maria Assunta
|
2002
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Sebastiano Vici, 1822
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Montecarotto (Ancona) S. Francesco
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1997
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Pietro Nacchini, 1740
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Montecarotto (Ancona) SS. Annunziata
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2009
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Sebastiano Vici, about 1780
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Monte S. Giusto (Macerata) S. Stefano
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2001
|
Gaetano Callido, 1792
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Montignano (Ancona) S. Giovanni B.
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1993
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Gaetano Callido, 1770
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Morano Calabro (Cosenza) Carmine
|
1992
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Gennaro Cociniello, 1732
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Morgano (Treviso) S. Martino
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1990
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Domenico Malvestio e figlio, 1894
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Mormanno (Cosenza) - Cattedrale
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1983
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Anon. 1671
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Nicastro (Catanzaro)
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1981
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Anon. XIX cent.
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Nicotera (Catanzaro) Rosario
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1986
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Michele Sessa, 1839
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Paternò (Catania) S. Barbara
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2001
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Pacifico Inzoli, 1902
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Patti (Messina) S. Nicolò di Bari
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1990
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Anon. XVIII cent.
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Pesaro Confraternita Nome di Dio
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1996
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Antonio Pace, 1631
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Pianello di Ostra (Ancona) S.Gregorio Magno
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2005
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Antonio Fioretti, 1725
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Pisticci (Matera) Immacolata Concezione
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2001
|
Anon. XVIII cent.
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Pistoia S. Giovanni Fuorcivitas
|
1989
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Anon. XVIII cent.
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Pollenza (Macerata) S. Biagio
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2001
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Gaetano Callido, 1793
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Pontassieve (Firenze) S. Francesco
|
1994
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F.lli Paoli, XIX Cent
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|
Posatora (Ancona) S. Maria Liberatrice
|
1990
|
Anon. end of XVIII cent.
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Ragusa Ibla Cattedrale S. Giorgio
|
1987
|
Fratelli Serassi, 1882
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Rieti S. Chiara
|
1979
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Adriano Fedeli, 1748
|
|
Ripe (Ancona) S. Pellegrino
|
1995
|
Gaetano Callido, 1792
|
|
Riposto (Catania) S. Pietro
|
1990
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Jean Pierre Jaquot (Francia), 1877
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|
Roma S. Nicola da Tolentino
|
1979
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Attr Giovanni Testa, 1624
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Roma S. Maria in Vallicella
|
2000
|
Giovanni Guglielmi, 1612
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Rossano Calabro (Cosenza) Cattedrale
|
1981
|
Anon. about 1620
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Rossano Calabro (Cosenza) S. Domenico
|
1981
|
Anon. XVIII cent.
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Salandra (Matera) Chiesa del Convento
|
1998
|
Anon. 1570
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S. Eufemia d’Aspromonte (Reggio Calabria) S. Maria delle Grazie
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1995
|
Anon. XIX cent.
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Sant’Eusanio Forconese (Aquila) S. Eusanio Martire
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2001
|
Adriano Fedri (Fedeli), 1772
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Santa Giustina Bellunese (Belluno) S. Giustina
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2002
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Gaetano Callido, 1766 / Giuseppe Scuro, 1887
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San Nazario (Vicenza) SS. Nazario e Celso
|
1999
|
Romano Zordan, 1891
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San Tomaso Agordino (Belluno) S. Tomaso Apostolo
|
1999
|
Gaetano Callido, 1802
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Sciacca (Agrigento) S.M. del Soccorso
|
1999
|
A. Laudani e G. Giudici, 1922
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Selvazzano (Padova) S. Bartolomeo
|
1997
|
Giovan Battista Zordan, 1873
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|
Senigallia (Ancona) Chiesa della Croce
|
1994
|
Gaetano Callido, 1775
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Senigallia (Ancona) S.M. Assunta
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2005
|
Giacomo Bazzani, 1856
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Serra de’ Conti (Ancona) S. Maria de Abbatissis
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2008
|
Odoardo Cioccolani, 1866
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Serra de’ Conti (Ancona) S. Maria Maddalena
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2001
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Andrea Gennari, 1827-1828
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Serrapetrona (Macerata) S. Francesco
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2002
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Francesco Santilli, 1838
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Sirolo (Ancona) S. Nicolò di Bari
|
1994
|
Filippo Tronci, 1887
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Soriano nel Cimino (Viterbo) S. Eutizio Intera Moenia
|
1990
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Anon. XVII cent.
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Sorrento (Napoli) Convento S. Francesco
|
2000
|
Michelangelo Colameo e figlio, 1864
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Tai di Cadore (Belluno) S. Candido
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1981
|
Antonio e Agostino Callido, 1813
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Taverna (Catanzaro) S. Domenico
|
1985
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Anon. XVII or XVIII cent.
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Taverna (Catanzaro) S. Domenico
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1985
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Anon. XIX cent/ Tomaso Picardi 1901
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Trivigno (Potenza) Chiesa Madre
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1992
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Anon. XVIII cent.
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Tuscania (Viterbo) S. Maria della Rosa
|
1981
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Angelo Morettini, 1839
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Tuscania (Viterbo) Cattedrale
|
1981
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Angelo Morettini, 1845
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Tuscania (Viterbo) S. Giovanni Decollato
|
1979
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Camillo Del Chiaro, 1863
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Vallerano (Viterbo) S. Andrea
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1977
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Anon. XIX cent.
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Valletta, Malta Co-Cathedral of S. John
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2007
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Attr. Raffaele La Valle, 1579
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Varano (Ancona) S. Maria
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1985
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Anon. end of XVIII cent.
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Venafro (Isernia) SS. Annunziata
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2003
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Nicola Abbate, 1780
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Venezia S.M. della Presentazione (Zitelle)
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2009
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Antonio Barbini, XVIII cent.
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Venezia San Felice
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1998
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Gaetano Callido 1774 / Pietro Bazzani 1879
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Verla di Giovo (Trento) S.M. Assunta
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2006
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Ignaz Franz Wörle, 1754-1756
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Vignole (Pistoia) S. Michele Arc.
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1990
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Pietro Agati, 1797
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Viterbo Basilica S. M. della Quercia
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1973
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Angelo Morettini, 1848
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