name
L’unico organo sopravvissuto di Antonio Pace, 1631, nella Cappella del Nome di Dio a Pesaro. Restauro della Fratelli Ruffatti, 1996

I Fratelli Ruffatti sono fra i più quotati restauratori di organi antichi in Italia, con più di quarant’anni di esperienza e oltre un centinaio di organi restaurati. Il restauro è attività ad alta specializzazione, che richiede abilità e conoscenze specifiche. Le parti antiche, non importa quanto danneggiate dai tarli, dall’usura, corrosione o vandalismo, devono essere perfettamente restaurate e rese funzionanti, conservandone al massimo l’originalità.

Il processo di restauro rappresenta anche una opportunità unica e irripetibile per ottenere informazioni importanti sulla prassi costruttiva degli autori antichi. A restauro ultimato infatti non è più possibile analizzare in dettaglio molti elementi interni. Per questa ragione, la documentazione non solo del processo di restauro ma anche delle caratteristiche costruttive delle singole parti diventa una priorità.
Presso la Fratelli Ruffatti una particolare attenzione è dedicata alla produzione di documentazione completa e dettagliata per tutti gli strumenti sottoposti a restauro.  Essa include l’analisi delle leghe metalliche utilizzate per le canne, un inventario completo delle canne con descrizione e rilievo di misure e, in alcuni casi, l’analisi computerizzata dei suoni prodotti. La ricerca è condotta con le tecnologie e le attrezzature più avanzate.
Quando si smonta un somiere per il restauro, grande attenzione viene posta nel documentare ogni possibile dettaglio in modo da poter riprodurre le tecniche di lavorazione originali più fedelmente possibile al rimontaggio. Un esempio è la collocazione in ordine dei chiodi di fissaggio delle coperte del somiere. I chiodi forgiati a mano sono tutti diversi l’uno dall’altro. E’ importante che ciascuno sia riposto in ordine in modo che possa essere poi nuovamente inserito nella sede originaria.
Il trattamento del legno costituisce una parte importante di qualsiasi restauro storico. I tarli di differenti specie possono disintegrare totalmente o danneggiare seriamente il legno. Quando ciò si verifica, non rimpiazziamo gli elementi lignei antichi con nuovi, in quanto questo significherebbe la perdita di importanti elementi originali. Consolidiamo in questi casi le parti originali, anche quando sono ridotte alla consistenza di una spugna. Il particolare a lato appartiene al somiere maestro dell’organo della Co-Cattedrale di Valletta, Malta, costruito nel 1579. Il danno è particolarmente esteso. Dopo che il legno è stato consolidato, sigilliamo tutte le canalizzazioni d’aria con colla animale a caldo. Senza alcuna perdita ulteriore di materiale, le parti antiche vengono rese funzionali a beneficio delle future generazioni.
Ancor prima che qualsiasi tentativo sia esperito per consolidare e restaurare il legno, è essenziale eseguire una disinfestazione efficace. Situazioni di particolare gravità richiedono un trattamento altamente sofisticato. Nel 2004 la Fratelli Ruffatti ha introdotto per la prima volta nel restauro degli organi antichi una tecnica sino ad allora applicata in scala minore su libri o sculture lignee. Tutte le parti in legno dello strumento sono collocate all’interno di un involucro di materiale plastico speciale sigillato con termosaldatura. Viene estratta tutta l’aria, e sostituita con azoto. Il contenuto residuo di ossigeno, a un livello inferiore all’uno per cento, viene monitorato da un computer. Il legno viene mantenuto in questo ambiente per un mese a temperatura costante. Dopo tutto questo, il legno è trattato con un liquido innovativo non tossico per l’uomo, ma che rende il materiale velenoso per i parassiti. Questo materiale è assolutamente neutro e non provoca alterazioni o colorazione alle fibre.
Una tastiera prima e dopo il restauro. Tutte le parti originali possibili sono preservate e restaurate. Le parti mancanti sono ricostruite con materiale omogeneo, incluso il materiale di copertura dei tasti.
Se la tastiera originale è mancante, spesso viene costruita una tastiera nuova in copia, ricavando le informazioni da strumenti dello stesso autore. Anche il dettaglio più minuto viene riprodotto fedelmente. Questa tastiera è stata ricostruita per l’organo della chiesa parrocchiale di Lion (Padova). Si tratta di uno dei pochissimi organi sopravissuti di Girolamo Zavarise, costruito fra il 1790 e il 1791. La tastiera è una copia esatta di un organo Zavarise del 1785. Le coperture dei tasti diatonici sono in legno di bosso, mentre i diesis sono di noce con ricopertura di ebano filettato in osso di bue.
I materiali deperibili vengono quasi sempre sostituiti durante il processo di restauro. Presso la Fratelli Ruffatti questo viene fatto utilizzando materiali dello stesso tipo e riproducendo le stesse tecniche di lavorazione, fino nei dettagli più minuti. In questo modo, le tecniche utilizzate dall’autore vengono trasmesse alle future generazioni. Nella foto, pelle di agnello conciata alla maniera antica viene cucita a mano per ricostruire un borsino della segreta.

 

Non è inconsueto, in un restauro, trovare canne danneggiate da azione di vandali: pestate, rotte, attorcigliate. Presso la Fratelli Ruffatti nulla è irrestaurabile. Con la massima cura provvediamo a ridare la forma originale anche alle canne più manomesse, risaldandole dove sono spezzate, allo stesso tempo rispettando al massimo i loro parametri originali. Le canne nelle foto appartengono all’organo della Cattedrale di Cervia, costruito da Giuseppe Cipriani nel 1840. I risuonatori sono stati allungati con metallo omogeneo per restaurare anche corista e temperamento originali.

Un buon esempio delle condizioni estreme e della grande cura nel restauro è offerto dalle canne di facciata dell’organo della Co-Cattedrale di Valletta, Malta, costruito nel 1579 e attribuito a Raffaele La Valle di Palermo. La corrosione dello stagno era molto avanzata e il restauro sembrava un’impresa impossibile.
Dopo il restauro, le canne sono state analizzate in camera oscura, introducendo all’interno dei loro risuonatori luce ad alta intensità al fine di individuare i microfori residui. Nella foto a sinistra si nota la luce che filtra attraverso i microfori. Dopo che anche queste piccole aperture sono richiuse, la canna può nuovamente suonare. A destra, la facciata restaurata dell’organo di Malta in tutto il suo splendore. Nemmeno una canna è stata accantonata durante il processo di restauro.
Molto spesso le canne antiche hanno subito alterazioni strutturali a seguito di reintonazioni improprie.  Alcune di queste alterazioni sono gravi, specialmente quando parte del materiale originale è andato perduto. Un caso tipico è l’asportazione di materiale dal labbro superiore. Durante il restauro la quota originale deve essere riportata all’origine, per poter ripristinare il carattere timbrico della canna. La pratica normale per le canne più piccole è quella di separare il corpo dal piede e asportare materiale dalla base del corpo in modo da abbassare il livello della bocca. Per le canne più grandi, si suole tagliare altro materiale dal labbro superiore per creare uno spazio utile ad inserire un tassello di metallo nuovo. Nulla di tutto questo è fatto dalla Fratelli Ruffatti

Utilizziamo un metodo mediante il quale il restauro viene compiuto nel modo più indolore possibile, senza alcuna perdita ulteriore di materiale antico.  Una tecnica veramente innovativa ci permette di applicare nuovo metallo al bordo del labbro superiore senza necessità di nuovi tagli. In questo modo si preserva la lunghezza originale dei risuonatori. Questa è la tecnica più rispettosa, e un importante contributo alla conservazione del materiale antico.  Può essere applicata a canne di tutte le dimensioni, come quelle nella foto a destra, che hanno risuonatori di meno di tre centimetri di lunghezza. La larghezza del metallo applicato in questo caso è di circa 0,8 mm.

Nella foto in alto a sinistra: l’organo di Caprile (Belluno), originariamente costruito nel 1660, ritratto prima del restauro. Lo strumento era stato profondamente trasformato durante il diciannovesimo secolo al punto da renderne irriconoscibile la configurazione originale. Il ripristino della disposizione originale delle canne di facciata (foto a destra) è stato reso possibile da una accurata ricerca sulle parti originali superstiti.
L’organo di S. Maria Maggiore a Miglionico (Matera), fu costruito all’inizio del diciassettesimo secolo e restaurato nel 1994. A causa del crollo del tetto della chiesa era stato esposto a pioggia e neve per un lungo periodo prima di essere salvato.
L’organo di S. Maria in Vallicella (Roma) fu costruito da Giovanni Guglielmi nel 1612 e fu restaurato da Ruffatti nel 2000. La bellissima facciata di sedici piedi comprende alcune canne a tortiglione.
Originariamente, l’organo di Nicola Abbate nel 1780 per la chiesa della SS: Annunziata di Venafro (Isernia) aveva due uccelliere di forma inusuale. Uno degli originali era andato perduto ed è stato ricostruito dalla Fratelli Ruffatti durante il restauro. Questi due gruppi di canne parlano dentro a un recipiente riempito d’acqua, riproducendo in modo realistico l’effetto di uccellini che cantano.
L’organo della chiesa della Vallicella a Roma è di Giovanni Guglielmi, costruito nel 1612.  Era stato trasformato negli anni. La Fratelli Ruffatti lo ha riportato alla configurazione d’origine, ricostruendo anche la tastiera con i “tasti spezzati” o doppi tasti cromatici, utilizzati per le esecuzioni musicali con accordatura mesotonica.
Negli organi costruiti da Gaetano Callido, il famoso costruttore veneziano del diciottesimo secolo, si trovano registri inusuali ad ancia.  I Tromboncini (seconda fila) e i Violoncelli (davanti) sono registri di otto piedi, ma con risuonatori molto corti, di forme strane e di suono molto caratteristico. I Violoncelli in particolare, sono costruiti con risuonatori in cipresso e canaletti in bosso scolpito, una vera opera d’arte. Le canne sono collocate davanti alla facciata in modo da essere facilmente accessibili per l’accordatura. La foto è dell’organo Callido di Corinaldo (Ancona), Monastero dell’Addolorata, la cui Madre Superiora al tempo dell’installazione dell’organo era la figlia del Callido.
Tamburi negli organi a canne?  Erano molto comuni in Italia durante il diciannovesimo secolo, un elemento essenziale per l’esecuzione del repertorio operistico composto per accompagnare le celebrazioni. La foto è dall’organo di Quirico Gennari, 1842, restaurato dalla Fratelli Ruffatti nel 2007 per la chiesa di San Benedetto a Faiano (Salerno).
Tipici mantici a libro azionati da leve in legno. Sono dell’organo di Miglionico (Matera), costruito durante il diciassettesimo secolo da autore ignoto. In tutti i lavori di restauro la Fratelli Ruffatti riattiva i sistemi originali di pompaggio manuale dell’aria, oltre a fornire l'elettroventilatore.
Organo di Gaetano Callido, 1767 nella chiesa di S. Agostino a Corinaldo (Ancona), restaurato dai Fratelli Ruffatti
Senigallia (Ancona) Chiesa della S. Croce. Opera 104 di Gaetano Callido, 1775. Restaurato dai Fratelli Ruffatti nel 1993.
Lista parziale di libri e video su restauri della Fratelli  Ruffatti:

L'
ORGANO DI ANTONIO PACE, PESARO, 1631
VARI AUTORI FRA CUI FRANCESCO E PIERO RUFFATTI. (TURRIS, ED.)

L'ORGANO DI EUGENIO BIROLDI, BESANA, 1808-1810
B. ARRIGONI, M. MANZIN, F. RUFFATTI

L'ORGANO DELLA CATTEDRALE DI FELTRE. 1767-8
O. MISCHIATI (PATRON, ED.)

L'ORGANO DELLA CHIESA DI S. AGOSTINO IN CORINALDO, 1767
M. FERRANTE

L'ORGANO DELLA CHIESA ARCIPRETALE DI SANTA GIUSTINA BELLUNESE, 1766/1887
A. ALPAGOTTI

L'ORGANO DELLA BASILICA DI S. MARIA MAGGIORE A BERGAMO, 1915/1948
G. MORASCHINI

L'ANTICO ORGANO ADRIANO FEDRI, 1778 – CHIESA DI S. CHIARA, RIETI
G. BATTISTELLA, L. GENTILE, M. DI NISIO, A. MAMMARELLA, P. RUFFATTI, F. RUFFATTI

• IL RESTAURO DEL
L'ORGANO GIROLAMO ZAVARISE, 1802
T. BATTISTI, A. CARLINI, P. DELAMA, D. ECCLI, G.F. FRISINGHELLI, F. RUFFATTI, G. TAIT

• UN GIOIELLO RINATOUNA VIDEO CRONACA DEL RESTAURO DELL'ORGANO NELLA CONCATTEDRALE DI ST. JOHN, VALLETTA, MALTA, 1579
THE VALLETTA REHABILITATION PROJECT IN COLLABORAZIONE CON FRATELLI RUFFATTI

Organi Restaurati

Lista parziale di organi restaurati dalla Fratelli Ruffatti                                                              

Località, nome della chiesa

Epoca del restauro

Autore, anno

Agugliano (Ancona) – SS. Sacramento

1995

Giovanni Franzetti, 1870

Ancona – S. Francesco

1993

Gaetano Callido 1796 / Pacifico Inzoli 1883-1884

Arpino (Frosinone) – S. Michele

1978

Cesare Catarinozzi, 1721

Arsiero (Vicenza) – S. Michele Arcangelo

1997

Giovan Battista De Lorenzi, 1847

Aune (Belluno) – SS. Pietro e Lorenzo

1999

Gaetano Callido, 1765

Barbara (Ancona) – S. Maria Assunta

2002

Sebastiano Vici, 1792

Belvedere Ostrense (Ancona) – S. Pietro

1996

Attr. Vincenzo Montecucchi, c.ca 1793

Bergamo – S. Maria Maggiore

1992

Carlo Vegezzi Bossi 1915 / Fratelli Ruffatti1948

Besana (Milano) – SS. Pietro Marcellino Erasmo

1997

Eugenio Biroldi, 1809

Bologna – S. Egidio

1976

Francesco Gatti, 1759

Bologna – S. Maria della Vita

1996

Paolo o Giuliano Cipri1578 / Francesco e DomenicoTraeri 1698 / Giuseppe Guermandi 1867

Ca’ de’ Fabbri (Bologna) – SS Filippo e Giacomo

2001

Gentili da Medicina XVIII cent / Cesare, Quintino, Fernando Rasori, 1855-56

Camerino (Ancona) – S. Germano

1984

Anon. XVIII cent.

Canal San Bovo (Trento) – S. Bartolomeo

1993

Anon XVIII cent. / Anon XIX cent.

Cantalice (Rieti) – San Felice

1978

Adriano Fedeli 1746

Caprile (Belluno) – S. Bartolomeo

2003

Anon. from Venice, 1660

Casalguidi (Pistoia) – S. Pietro

1988

Filippo, Luigi e Benedetto Tronci 1778 / Agati Tronci di Filippo Tronci 1898

Casumaro (Ferrara) – S. Lorenzo

1992

Filippo e Andrea Fedeli, 1781

Cerchiara Calabra (Cosenza) – S. Maria delle Armi

1990

Angelo Ligori, c.ca 1710

Cervia (Ravenna) – Cattedrale

2009

Giuseppe Cipriani, 1840

Chieti – S. Chiara

1997

Adriano Fedri (Fedeli) 1778

Comacchio (Ferrara) – Cattedrale

1984

Giovanni DomenicoTraeri 1728 / Luigi Montesanti 1825 / Pietro Grigolli 1893

Contarina (Rovigo) – S. Bartolomeo

1998

Gaetano Callido, 1787

Contigliano (Rieti) – S. Michele Arcangelo

1977

Adriano Fedeli, 1748

Corato (Bari) – Maria SS. Del Carmine

1978

Pietro de Simone, 1760

Corigliano Calabro (Cosenza) – S-. Maria Maggiore

1983

Pasquale Iorio, 1757

Corigliano Calabro (Cosenza) – S. Antonio

1982

Anon. XVII-XVIII cent.

Corinaldo (Ancona) – Addolorata

2005

Gaetano Callido, 1766

Corinaldo (Ancona) – S. Agostino

1987

Gaetano Callido, 1766

Cosenza – S. Domenico

1984

Anon. 1792

Crotone (Cosenza) – S. Chiara

1985

Tommaso de Martino 1753

Curinga (Catanzaro) – Santuario Maria SS del Carmelo

1991

Giuseppe e Rosario Tamburelli, 1845

Erbezzo (Verona) – SS Filippo e Giacomo

2004

Gaetano Amigazzi, 1735

Faiano (Salerno) – S. Benedetto

2007

XVIII cent. / Quirico Gennari 1842

Feltre (Belluno) ­ Cattedrale

1980

Gaetano Callido, 1767-1768

Fossombrone (Pesaro) – Cattedrale

1996

Gaetano Callido, 1785

Fossombrone (Pesaro) – S. Filippo Neri

2000

Giuseppe Sarti, XIX cent.

Granarola (Pesaro) – S. Cassiano

2001

Gaetano Callido, XVIII cent.

Impruneta (Firenze) – Basilica di S. Maria

1995

Bernardo d’Argenta 1537 / Michelangelo Paoli 1815

Imola (Bologna) – S. Prospero

2005

XVII cent / rest. Gioacchino Pilotti, 1788

Isera (Trento) ­ S. Vincenzo

1997

Girolamo Zavarise, 1802

Larino (Campobasso) – S. Francesco

1984

End of XVII cent. or beginning of XVIII

Leno (Brescia) – S. Pietro e Paolo

1998

Giovanni Tonoli, 1883

Lion (Padova) – S. Andrea Ap.

2005

Girolamo Zavarise, 1790-1791

Massa Fiscaglia (Ferrara) – SS Pietro e Giacomo

2008

Giuseppe Cipriani, 1838

Medicina (Bologna) – S. Mamante

1991

Antonio Colonna 1622 / Vincenzo Mazzetti1836

Meschio (Treviso) – S. Maria Annunziata

1993

Giovan Battista De Lorenzi, 1868

Mestre (Venezia) – Cattedrale

1983

Gaetano Callido, 1801

Miglionico (Matera) –  S. Maria Maggiore

1994

Anon. XVII cent.

Miglionico (Matera) – BV delle Grazie

2007

Anon., XVII-XVIII cent.

Minerbio (Bologna) –  S. Giovanni Battista

1985

Francesco Sgargi 1746 / Vincenzo Mazzetti 1819

Minerbio (Bologna) – Natività di Maria

2006

Francesco Sgargi, 1751

Mondolfo (Pesaro) – S. Giustina

2004

Gaetano Callido, 1776

Montacuto (Ancona) – SS Filippo e Giacomo

1990

Anon. XVIII cent.

Montalto Marche (Ascoli P.) – S. Maria Assunta

2002

Sebastiano Vici, 1822

Montecarotto (Ancona) – S. Francesco

1997

Pietro Nacchini, 1740

Montecarotto (Ancona) – SS. Annunziata

2009

Sebastiano Vici,  about 1780

Monte S. Giusto (Macerata) – S. Stefano

2001

Gaetano Callido, 1792

Montignano (Ancona) – S. Giovanni B.

1993

Gaetano Callido, 1770

Morano Calabro (Cosenza) – Carmine

1992

Gennaro Cociniello, 1732

Morgano (Treviso) – S. Martino

1990

Domenico Malvestio e figlio, 1894

Mormanno (Cosenza) - Cattedrale

1983

Anon. 1671

Nicastro (Catanzaro)

1981

Anon. XIX cent.

Nicotera (Catanzaro) – Rosario

1986

Michele Sessa, 1839

Paternò (Catania) – S. Barbara

2001

Pacifico Inzoli, 1902

Patti (Messina) – S. Nicolò di Bari

1990

Anon. XVIII cent.

Pesaro ­ Confraternita Nome di Dio

1996

Antonio Pace, 1631

Pianello di Ostra (Ancona) – S.Gregorio Magno

2005

Antonio Fioretti, 1725

Pisticci (Matera) – Immacolata Concezione

2001

Anon. XVIII cent.

Pistoia – S. Giovanni Fuorcivitas

1989

Anon. XVIII cent.

Pollenza (Macerata) – S. Biagio

2001

Gaetano Callido, 1793

Pontassieve (Firenze) – S. Francesco

1994

F.lli Paoli, XIX Cent

Posatora (Ancona) – S. Maria Liberatrice

1990

Anon. end of XVIII cent.

Ragusa Ibla – Cattedrale S. Giorgio

1987

Fratelli Serassi, 1882

Rieti – S. Chiara

1979

Adriano Fedeli, 1748

Ripe (Ancona) – S. Pellegrino

1995

Gaetano Callido, 1792

Riposto (Catania) –   S. Pietro

1990

Jean Pierre Jaquot (Francia), 1877

Roma – S. Nicola da Tolentino

1979

Attr Giovanni Testa, 1624

Roma – S. Maria in Vallicella

2000

Giovanni Guglielmi, 1612

Rossano Calabro (Cosenza) – Cattedrale

1981

Anon. about 1620

Rossano Calabro (Cosenza) – S. Domenico

1981

Anon. XVIII cent.

Salandra (Matera) – Chiesa del Convento

1998

Anon. 1570

S. Eufemia d’Aspromonte (Reggio Calabria) – S. Maria delle Grazie

1995

Anon. XIX cent.

Sant’Eusanio Forconese (Aquila) – S. Eusanio Martire

2001

Adriano Fedri (Fedeli), 1772

Santa Giustina Bellunese (Belluno) – S. Giustina

2002

Gaetano Callido, 1766 / Giuseppe Scuro, 1887

San Nazario (Vicenza) – SS. Nazario e Celso

1999

Romano Zordan, 1891

San Tomaso Agordino (Belluno) – S. Tomaso Apostolo

1999

Gaetano Callido, 1802

Sciacca (Agrigento) – S.M. del Soccorso

1999

A. Laudani e G. Giudici, 1922

Selvazzano (Padova) – S. Bartolomeo

1997

Giovan Battista Zordan, 1873

Senigallia (Ancona) – Chiesa della Croce

1994

Gaetano Callido, 1775

Senigallia (Ancona) S.M. Assunta

2005

Giacomo Bazzani, 1856

Serra de’ Conti (Ancona) – S. Maria de Abbatissis

2008

Odoardo Cioccolani, 1866

Serra de’ Conti (Ancona) – S. Maria Maddalena

2001

Andrea Gennari, 1827-1828

Serrapetrona (Macerata) – S. Francesco

2002

Francesco Santilli, 1838

Sirolo (Ancona) – S. Nicolò di Bari

1994

Filippo Tronci, 1887

Soriano nel Cimino (Viterbo) – S. Eutizio Intera Moenia

1990

Anon. XVII cent.

Sorrento (Napoli) – Convento S. Francesco

2000

Michelangelo Colameo e figlio, 1864

Tai di Cadore (Belluno) – S. Candido

1981

Antonio e Agostino Callido, 1813

Taverna (Catanzaro) – S. Domenico

1985

Anon. XVII or XVIII cent.

Taverna (Catanzaro) – S. Domenico

1985

Anon. XIX cent/ Tomaso Picardi 1901

Trivigno (Potenza) – Chiesa Madre

1992

Anon. XVIII cent.

Tuscania (Viterbo) – S. Maria della Rosa

1981

Angelo Morettini, 1839

Tuscania (Viterbo) – Cattedrale

1981

Angelo Morettini, 1845

Tuscania (Viterbo) – S. Giovanni Decollato

1979

Camillo Del Chiaro, 1863

Vallerano (Viterbo) – S. Andrea

1977

Anon. XIX cent.

Valletta, Malta – Co-Cathedral of S. John

2007

Attr. Raffaele La Valle, 1579

Varano (Ancona) – S. Maria

1985

Anon. end of XVIII cent.

Venafro (Isernia) – SS. Annunziata

2003

Nicola Abbate, 1780

Venezia – S.M. della Presentazione (Zitelle)

2009

Antonio Barbini, XVIII cent.

Venezia  – San Felice

1998

Gaetano Callido 1774 / Pietro Bazzani 1879

Verla di Giovo (Trento) – S.M. Assunta

2006

Ignaz Franz Wörle, 1754-1756

Vignole (Pistoia) – S. Michele Arc.

1990

Pietro Agati, 1797

Viterbo – Basilica S. M. della Quercia

1973

Angelo Morettini, 1848

 

E-mail a: organs@ruffatti.com
© 1999, 2009 Famiglia Artigiana Fratelli Ruffatti s.n.c. Tutti i diritti riservati.